LA RICERCA CONTINUA…..

LA RICERCA CONTINUA….

Dopo circa due mesi di assenza di post,causa impegni imprevisti,eccomi di nuovo a Voi con nuove e interessanti ricerche….

Questo post suffraga l’ipotesi dell’origine della scritura come precedentemente scritto a proposito del ciotolo di piovego….

Un’altro manufatto,consimile al ciotolo,e’ la sfera di Lepenski Vir,della quale vi riportero’ integralmente quanto riportato dal sito web http://images.google.it/imgres?imgurl=http://centroufologicotaranto.files.wordpress.com/2008/09/sfera-di-pietra1.jpg&imgrefurl=http://centroufologicotaranto.wordpress.com/2008/09/17/&usg=__0puDmkxnOBKWUa_XTLJVDZ1DZLY=&h=170&w=300&sz=9&hl=it&start=5&tbnid=FhDwCvdys_ujkM:&tbnh=66&tbnw=116&prev=/images%3Fq%3DLepenski%2BVir%2Bsfera%26gbv%3D2%26hl%3Dit%26sa%3DG

Articolo scritto da Antonio De Comite (Centro Ufologico Taranto)

La Preistoria è un periodo ancora nebuloso, dove i reperti fossili e tecnologici che ogni tanto vengono ritrovati, non ci forniscono una verità scientifica incontestabile, visto il periodo. Si preferisce, molto spesso, ignorare scoperte importanti, fatte da team di ricercatori accademici, per non riscrivere la Preistoria come noi la conosciamo. Tra i pochi fattori che differenziano l’Homo Sapiens dagli altri Primati è quello della scrittura, la quale ha permesso alla “scimmia nuda” di creare civiltà e sapere e permettere di occupare il ruolo di dominatore dell’intero Regno Animale, secondo quello che dicono alcuni Paleoantropologi legati a teorie di cento anni fa. Mentre l’Homo Sapiens è solo un tassello dell’ecosistema biologico terrestre, anzi i Paleoantropologi sbagliano doppiamente, perché questa che viviamo non è “l’era dell’Uomo bensì dei Batteri”, esseri viventi immutati, con centinaia di milioni di anni di evoluzione, che occupano tutte le nicchie del Pianeta e sono indistruttibili. Ma questo è un altro discorso. Ci occupiamo in questa sede delle origini della scrittura, una scrittura che non ha origini in Mesopotamia (tra il 3200 e il 3100 avanti Cristo) ma è molto più antica. Non ci riferiamo alla scrittura Egizia oppure a quella di Harappa (Valle dell’Indo), ma ad una scoperta “stranamente” dimenticata, che retrodata l’apparizione della scrittura in Europa, nei Balcani, in un periodo storico di circa 7500 anni fa. La notizia della scoperta avvenne qualche anno fa e precisamente nel 2000 quando alcuni organi di stampa italiani (tra cui l’autorevole “Corriere della Sera”) riferirono della scoperta della più antica forma di scrittura al mondo, scoperta avvenuta in Europa. Il professor Haral Haarmann del “Research Centre on Multilingualism” dichiarò ad un convegno tenutosi a Milano, dal tema “Le Origini della Scrittura”, che la prima forma complessa di scrittura ebbe origini nei Balcani. Il periodo storico è da collocarsi attorno al 5500 avanti Cristo, ossia oltre 7500 anni fa! Una dichiarazione ed una scoperta a dir poco sconvolgente, che smuoveva lo “status quo” accademico, perché stava a significare che non solo la prima forma di scrittura risalirebbe ad un periodo più antico di quello convenzionalmente conosciuto (2000 anni più vecchia circa) ma anche che il ritrovamento è avvenuto in Europa, ritenuto da molti studiosi accademici ortodossi continente “povero” di scoperte e innovazioni epocali per l’epoca. Pur essendo una scoperta eccezionale, le riviste di divulgazione scientifiche italiane non ne hanno mai fatto menzione nei loro articoli. Errore grave che sa di evidente “Cover Up” e soppressione di informazioni. Per fortuna che esiste internet e le informazioni che cercavo le ho trovate e vengono rilevate sul sito http://www.prehistory.it ed è curato dal Dottor Marco Merlini, che si avvale della collaborazione di eminenti scienziati internazionali in tema di periodo Proto Storico. Navigando in questo splendido sito, la mia curiosità visiva viene estasiata da alcune raffigurazioni di reperti, che definirei “anomali”, non fosse altro perché mi ricordano reperti apparentemente “ufologici” e “mistici”. Il primo ricorda vagamente un CD “Antelitteram” e secondo gli studiosi di Paleostorica sta ad indicare una sorta di fusaiola impiegata nella tessitura. Le iscrizioni che sono impresse nella fusaiola sono molto complesse. Si tratta di scritture lunghe che seguono un movimento circolare sullo strumento. Secondo gli studi storici, la tessitura era collegata a miti e riti religiosi. L’unico modo per poter interpretare i segni complessi impressi sulla fusaiola era quello di farla..ruotare, così come succede ad un CD per sentire musica o leggere dati sul PC. E con una sorta di mistica rotazione, la fusaiola donava

ai fedeli una sorta di preghiera giornaliera. Guardando però la foto di questo reperto è molto singolare la sua rassomiglianza con un CD. Essendo studioso di scienze definite di “Frontiera” le ipotesi di lavoro cozzano molto spesso con le teorie ufficiali e quella di una sorta di “compact disk” preistorico può apparire molto controverso, ma noi sappiamo bene che al mondo ci sono migliaia di oggetti che sfidano la Ragione, oggetti che sconvolgono le conoscenze sulle origini storiche dell’Uomo. Quindi un’ipotesi “eretica” in più non guasta per di più se questo oggetto è molto simile ai presunti dischi di pietra, scoperti in alcune caverne del Tibet nel 1938. Furono trovati circa 716 dischi e rappresenterebbero la storia di un popolo extraterrestre naufragato sulla Terra circa 12.000 anni fa. La loro storia sarebbe incisa sulla superficie dei solchi e vengono chiamati dischi di Baian-Kara-Ula (nome derivato dalla zona della scoperta).

Dalle foto si nota un’inquietante rassomiglianza tra i dischi di pietra di Baian-Kara-Ula e i dischi a fusaiola dei Balcani. Si può ipotizzare che i segni complessi incisi su quell’oggetto dei Balcani siano una sorta di lingua cosmica che serviva a comunicare con gli Dei? E che molti ufologici identificano con entità provenienti dal Cosmo? Ipotesi che reputo non inverosimile dal mio punto di vista. Un altro oggetto “sospetto” per la sua forma è rappresentata da una pietra sferica rinvenuta in Yugoslavia e precisamente a Lepenski Vir. Su questa pietra è inciso una sorta di linguaggio, troppo complesso per l’epoca. Infatti sulla sua superficie si notano linee parallele, croci di varia foggia, V aperte con un segmento inserito in verticale, alberi della vita ed altro. Secondo gli studiosi della scoperta sarebbe una sorta di mappamondo, suddiviso in meridiani e paralleli. Un mappamondo che però risalirebbe a 7500 anni fa!!! Comunque si

tratterebbe di un planisfero mistico, un planisfero che serviva agli oracoli per comunicare con gli Dei del cielo. Alla faccia dell’arretratezza culturale dei popoli europei del Neolitico, questi conoscevano anche come realizzare mappamondi tridimensionali che servivano per parlare con le divinità del Cosmo. E se quel planisfero rappresentasse l’Universo allora conosciuto e visibile? E se quei segni rappresentassero, in alcuni casi, costellazioni rudimentali con “autostrade” (segni e

Sopra i segni misteriosi trovati sul preistorico planisfero

linee) per il viaggio…tra le stelle? Eresie probabilmente, ma potrebbe anche non essere così. Ma andiamo avanti con i reperti balcanici “anomali” che hanno stuzzicato la mia curiosità. Questa volta riguarda un cosiddetto “volto”, definito dagli studiosi vagamente “divino”. E’ una sorta di maschera, rivestite da due iscrizioni ancora misteriose. Secondo gli studi protostorici, mascherare gli idoli divini era una sorta di segno identificativo di questa cultura balcanica. Era considerato un simbolo di “Supernaturalità” e probabilmente stava ad indicare, secondo gli studiosi, la non contemplazione da parte degli esseri umani del volto divino. Il viso, comunque, ha una vaga rassomiglianza con alcune

 

raffigurazioni di volti di presunti esseri umanoidi extraterrestri. Infatti in questo volto definito “divino” si notano le orbite oculari vagamente a mandorla, senza evidenza visiva di fori nasali o fessure boccali. Anche i lobi auricolari sono assenti. Rappresentazione preistorica di un contatto con creature intelligenti spaziali? Impossibile accertarlo scientificamente, al momento rimane una mia controversa ipotesi interpretativa. Altro oggetto con raffigurazione strana e risalente a circa 7200 anni fa è stato ritrovato in Serbia ed è un meandro circondato da una iscrizione su una pacca ovale in terracotta.

Secondo alcuni studiosi ritraebbe la forma del pane. Secondo altri una simbologia sacra. Propendo anch’io per la seconda ipotesi e potrebbe rappresentare una sorta di labirinto. Infatti sin dalla preistoria si è evoluta anche la cosiddetta “Civiltà del Labirinto”, intesi come percorsi simbolici dell’anima. La parola labirinto viene comunemente interpretata quale “intrico di stanze e corridoi disposti in modo tale da rendere difficile l’orientamento e l’uscita”. Ci sono varie forme da quella più semplice (circolare), con una o più aperture lungo la circonferenza, attraverso cui si penetra all’interno di una spirale di sette o più anelli che conducono al centro, dal quale un percorso inverso consente di trovare l’uscita. In quelli più complessi ci sono gli anelli chiusi (le false vie), che obbligano a retrocedere e a cercare il cammino giusto. Come si evince da questa breve disquisizione sul labirinto, essi generalmente sono sferici e allora dobbiamo cercare di trovare una nuova interpretazione su questo oggetto. Potrebbe anche essere una spirale della vita ed è presente in molte culture antiche, ma queste sono di forma serpentiforme o svasticaforme, simboli che non ricalcano il reperto in questione. E allora perché non proviamo a darne una terza interpretativa ipotesi? Essendo un simbolo sacro per comunicare con gli Dei e azzardando l’ipotesi extraterrestre, potrebbe rappresentare il passaggio dimensionale tra il nostro mondo e quello degli Dei. E stranamente la forma quadratica di un oggetto nel periodo alchemico era il simbolo dell’Universo creato, terra e cielo, in opposizione al non creato e al creatore. E’ l’antitesi del trascendente. L’ultimo oggetto che mi ha colpito notevolmente è quello del cosiddetto “mini tempio”. Questo modellino bulgaro, risalente al settimo millennio avanti Cristo, facciato tetto e

pareti laterali sono decorati con un “design” simbolico e sacro. Le colonne frontali sono immerse di scrittura. Anche in questo caso l’ipotesi per spiegare l’oggetto è da ricondurre al simbolismo mistico e religioso. Secondo me l’ipotesi che sto per illustrare è molto accattivante e sconvolgente. E se si trattasse della raffigurazione preistorica della…Arca dell’Alleanza? Infatti ho notato sull’oggetto, precisamente sull’ingresso e l’uscita del “mini tempio” e posti alle estremità laterali in alto dei “volti” enigmatici. Volti che sembrerebbero “angelici” e di natura non umana. Fantasie? Può darsi, ma se fosse vero e se l’Arca dell’Alleanza sia più antica di quanto si crede e quella che di cui si racconta nei miti biblici sia un retaggio “mnemonico” di un lontano passato? E quindi i popoli balcanici della Preistoria avevano dei miti che illustravano (già in quel tempo remoto) la sua esistenza? Inoltre come si ricorderà, nei miti biblici, l’Arca dell’Alleanza sarebbe stato uno strumento straordinariamente pericoloso, se fossi finito in mani sbagliate. E tra le altre cose portava quattro facce, ognuna posta in alto e all’estremità di ogni angolo, proprio come l’enigmatico reperto preistorico dei Balcani. Coincidenze? Resta il fatto che questi reperti continuano ad essere ignorati dal potere scientifico e accademico, perché potrebbero confutare il fatto che gli esseri europei del Neolitico, di 7500 anni fa, non fossero tanto “stupidi” ma, anzi, che vivevano in civiltà complesse, con un alfabeto complesso, una sorta di codice cifrato cosmico per parlare (e qui fantastichiamo) con entità diviniche che oggi definiremmo “creature intelligenti di altri mondi e dimensioni”. Ma probabilmente per questa ed altre scoperte, il segreto deve rimanere tale per non sconvolgere e far cadere molte “certezze” create a “tavolino” da alcuni scienziati.

 

 

LA RICERCA CONTINUA…..ultima modifica: 2010-03-02T21:33:00+01:00da piramidex1
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