TEORIA DEL RESET E DEL’OOPArt-SANTA AGATA DEI GOTI – UNA SECONDA VISOKO ?

Per spiegarci l’inspiegabile dobbiamo per forza immaginarci che la civilta’ ad ogni conclusione di un suo ciclo evolutivo,si autodistrugge e come un computer che si resetta torna punto e a capo !

Ma mentre una resettazione comporta anche una formattazione,questo sul nostro pianeta non esiste,infatti le civilta’ o la civilta’ he ci ha preceduta ha lasciato su tutto il pianeta scorie significative tanto da farci supporre che questa o queste civilta’,molto indietro nel tempo di milioni o miliardi di anni,fossero tanto evoluti da lasciarci significative vestigia di tecnologie molto avanzate,tanto da indurci a conclusioni storiche e collocazioni temporali errate.

Aiutandoci con la ricerca nel web abbiamo estrapolato alcuni elenchi delle OOPArt piu’ importanti,certe e significative.

Riportiamo alcune notizie tratte da Wikipedia :

OOPArt è un termine che deriva dall’acronimo inglese Out of Place Artifacts (reperti o manufatti fuori posto), coniato dal naturalista americano Ivan Sanderson per dare un nome ad una categoria di oggetti di difficile collocazione storica. Essi sono tutti quei reperti archeologici o paleontologici che, secondo le comuni convinzioni riguardo al passato, si suppone non siano potuti esistere nell’epoca a cui afferiscono le datazioni iniziali. Da questi ritrovamenti è nato il filone dell’archeologia misteriosa, in quanto la maggioranza degli scienziati non li ha mai ritenuti come “fuori dal tempo”, cercando di spiegarne l’origine all’interno delle teorie accettate e relegando le altre interpretazioni nella categoria della pseudoscienza.

  • Le statuette di Acambaro, cittadina nei pressi di Guanajuato nel New Mexico,scoperte nel 1945, che raffigurerebbero dei dinosauri tra cui un brontosauro un anchilosauro e un iguanodonte e datate da analisi scientifiche a circa 2.500 anni fa: sono considerate dagli antievoluzionisti una prova della contemporanea esistenza di esseri umani e dinosauri.
  • Il mortaio con pestello rinvenuto nella Table Mountain (California , nella contea di Tuolumne, in uno strato di roccia risalente al Terziario e datato tra i 33 i 55 milioni di anni.
  • I dischi di Bayan Kara Ula, presso la località di Nimu, nella regione cinese del Sichuan, dischi di pietra bucati al centro e interpretati come manufatti extra-terrestri.
  • Le lampade di Dendera, oggetti oblunghi nascenti da un fiore di loto e contenenti un serpente, raffigurati in un bassorilievo di un tempio dedicato alla dea Hathor a Dendera, interpretati come grandi lampade collegate con dei cavi ad un generatore elettrico, mentre gli egittologi li ritengono normali raffigurazioni simboliche, inserite nel contesto dell’arte egizia.
  • La Pagoda nera di Konarak in India, costruita del XIII secolo la cui colossale pietra sommitale viene ritenuta non collocabile senza macchinari moderni.
  • Un blocco di pietra squadrato rinvenuto a Baalbek in Libano pesante 1.050 tonnellate, di cui si ritiene impossibile la movimentazione senza macchinari moderni. Non c’è tuttavia alcuna prova che il blocco, rinvenuto in cava, fosse destinato ad essere movimentato nella fase di lavorazione in cui è stato lasciato.
  • L’obelisco non finito di Assuan in Egitto, abbandonato nella cava, pesante 1.150 tonnellate, anch’esso ritenuto impossibile da muoversi. Anche in questo caso non esiste prova che l’obelisco debba ritenersi finito e pronto ad essere movimentato nello stadio nel quale è rimasto.
  • I tubi di Baigong in Cina, tubi metallici rinvenuti in una grotta nella provincia di Qinghai, e nelle vicinanze, interpretati variamente come manufatti artificiali, antiche condutture, o come formazioni naturali.
  • La fibbia di alluminio cinese rinvenuta in Cina, risalente almeno al 265 d.C. e realizzata in alluminio per l’85% della sua composizione.
  • La Navicella di Toprakkale, ritrovata a Tuspa in Turchia e risalente a 3000 anni fa, che si sostiene rappresenti una navicella volante con tanto di ugelli e pilota.
  • Il teschio della Yakuzia, di un bisonte, regione della Russia. Analogo al caso del teschio dello Zambia. Al centro della fronte è visibile un foro rotondo che potrebbe essere stato causato da una pallottola. Secondo i paleontologi questa specie sarebbe vissuta tra i 30.000 e i 70.000 anni fa.
  • I Jet d’oro Precolombiani. Definiti semplici monili dalla forma di uccello, vengono interpretati come raffigurazioni di diversi modellini di aerei a reazione, risalenti al 1000 d.C.
  • Il cubo di Schondorf-Vocklabruck, in lega di ferro, carbonio e nichelio, scoperto in Austria, nel 1885 in un blocco di carbone del Terziario, circa 300 milioni di anni. Fino al 1910 fu conservato nel Museo di storia naturale di Salisburgo, poi scomparve misteriosamente. 

     

  • Il muro di Heavener, in Oklahoma, lungo 130 metri, in calcestruzzo levigato, venne ritrovato nel 1928 da un certo Atlas Almond Mathis, in un filone di carbone datato 285 milioni di anni.
  • L’ impronta fossile di scarpa con tacco, che sarebbe stata ritrovata da un collezionista di fossili, William Meister, nel 1968, nello stato dello Utah, negli Stati Uniti, in una roccia scistosa risalente al Cambriano, circa 500 milioni di anni fa. Si sostiene che l’impronta sembrerebbe aver schiacciato un trilobite, un artropode estinto nel Permiano da 250 a 300 milioni di anni fa.

     

  • Un’ altra impronta fossile di scarpa, questa volta proveniente dal Nevada, scoperta dal geologo John T. Reid; esaminata al microscopio presentava elementi interpretati come fili di ricucitura fossilizzati più di 5 milioni di anni fa.
  • La catena d’oro di Morrisonville, nell’ Illinois, rinvenuta nel 1891 in un pezzo di carbone risalente a 300 milioni di anni fa, da parte della moglie del direttore del giornale, S.W. Culp.
  • La tazza in ferro di Wilburton rinvenuta nel 1912 in una miniera di Wilburton, nell’Oklahoma, da parte di Frank J.Kenwood in un blocco di carbone. Il Dipartimento geologico dell’Oklahoma dichiarò che il carbone era antico di 312 milioni di anni.
  • Gli strumenti ed armi in pietra, ritrovati in Belgio dal geologo A.Rutot in una serie di strati rocciosi risalenti a 30 milioni di anni fa. Attualmente i reperti non sono visibili al pubblico.
  • Lo scheletro umano del Midi, anatomicamente moderno, ritrovato in Francia e citato dall’antropologo francese Gabriel de Mortillet, nel suo libro “Il Preistorico” in una formazione del Miocene, databile 25 milioni di anni e altri scheletri ritrovati in Svizzera a Delémont, in una formazione dell’Eocene (38 milioni di anni).

     

  • la vite di Treasure City l’impronta di una vite di 5,08 cm lasciata in uno strato antico di centinaia di millenni.
  • I reperti di Hueyatlaco, datati diversamente secondo i dati archeologici e secondo quelli geologici.
  • La batteria di Baghdad, datata tra il 250 a.C. e il 250 d.C., considerata essere stata utilizzata per placcare dei pezzi di metallo, più probabilmente sarebbe un contenitore per rotoli sacri di papiro.
  • il vaso di Dorchester, Massachusetts (USA), ritenuto datato a 320 milioni di anni fa, e più probabilmente uno scherzo ad opera degli operai del cantiere dove è stato rinvenuto].
  • le pietre di Ica, Perù, raffiguranti scene risalenti a 65 milioni di anni fa. Sono state ritrovate circa 15.000 pietre e molte di esse si sono rivelate essere un falso.
  • Il Teschio dello Zambia, o “Teschio di Broken Hill“, un cranio umano risalente a 150-300.000 anni fa (le prime datazioni lo ponevano a 38.000 o a 70.000 anni) che presenta sulla tempia sinistra un foro perfetto, privo di linee radiali, come se gli avessero sparato con una pistola od un fucile. Il foro può essere spiegato più prosaicamente come una ferita dovuta al canino di un grosso predatore, o a una foratura artificiale del cranio, pratica rituale usata per scacciare gli spiriti maligni .

OOPArt e nuove teorie sulla nascita della civiltà sulla Terra

In base a quelli che da alcuni sono stati documentati come ritrovamenti OOPart, sono stati sviluppati alcuni modelli teorici alternativi alla ricostruzione universalmente accettata di alcuni fatti preistorici.

Teoria dell’alternanza delle civiltà evolute o catastrofista

La “Teoria dell’alternanza delle Civiltà Evolute”, o “Teoria catastrofista”, ipotizza che sulla Terra possono essersi sviluppate in forme e caratteristiche diverse o analoghe alla nostra, molte civiltà “tecnologicamente e/o spiritualmente evolute”. I sostenitori di questa teoria pensano che le grandi estinzioni di massa documentate nella storia terrestre, in ognuna delle quali si è estinta tra l’83 ed il 95% delle specie viventi, possano aver distrutto civiltà già evolute.

Teoria degli interventi alieni

La “teoria degli interventi alieni” ipotizza che la Terra sia stata visitata e/o colonizzata da una o più razze extraterrestri, in questo caso estremamente simili a noi, con tracce individuate in diversi siti geologicamente antichissimi. Secondo diverse interpretazioni di questa teoria, eventuali alieni sbarcati sul nostro pianeta, pur senza lasciare tracce avrebbero potuto comunque influenzare indirettamente gli esseri umani preistorici, similmente a quanto accadde in tempi moderni col fenomeno del culto del cargo.

 

NOI PROPENDIAMO PER LA

Teoria dell’alternanza delle civiltà evolute o catastrofista

NEI PROSSIMI POST CERCHEREMO DI PUBBLICARE GLI OOPArt CHE RICERCHEREMO NEL WEB E CHE RITERREMO INTERESSANTI E PIU’ ATTINENTI ALLA NOSTRA RICERCA

TEORIA DEL RESET E DEL’OOPArt-SANTA AGATA DEI GOTI – UNA SECONDA VISOKO ?ultima modifica: 2008-12-13T13:30:00+01:00da piramidex1
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