Molotov e razzìe, assedio al museo egizio

ATTUALITA’

La nostra civilta’ ormai e’ certo che sta tramontando e’ da piu’ di un ventennio che perde pezzi e non trovasi soluzioni valide ad arginare questo suo scivolare verso l’abbrutimento e l’imbarbarimento.

Sono certo che tra un migliaio di anni l’uomo distruggera’ se stesso e tornera’ ad uno stato primitivo per poi cercare di risorgere dalle sue ceneri.

Siamo testimoni  impotenti a movimenti di masse con metodi che ormai per noi sono inaccettabili perche’ vengono utilizzati metodi e forme di protesta fuori dalla nostra cultura.

Cio’ a cui stiamo assistendo in questi giorni,che ci vede (per il momento) testimoni dei movimenti di popolo della TUNISIA e poi dell’EGITTO  nonche’ di alcuni  paesi del MEDIO ORIENTE,non possiamo fare a meno di pensare che gli equilibri che sono stati mantenuti in  questo trentennio non saranno piu’ come prima.

Stiamo vedendo anche atti barbarici che mettono in pericolo reperti storici unici custodite nel Museo Egizio del Cairo e che ,patrimonio dell’Umanita’,dovrebbero essere protetti dalle forze dell’ONU.

Mi auguro che il Museo non subisca piu’ attacchi barbarici e che i danni vengano circoscritti a quelli annoverati fino ad oggi.

Tutto quello che vediamo  e’ la prova tangibile della teoria dell’Alternanza delle civilta’ progredite,e quando constatiamo  che si iniziano a bruciare le testimonianze di antiche civilta’…prima o poi si inizieranno a bruciare gli uomini!!!!

Riporto integralmente l’articolo pubblicato su il Giornale.it di giobedi’ 303 Febbraio 2011 :

Molotov e razzìe, assedio al museo egizio

 

Il Cairo «Per fortuna non ci sono danni, ma il museo è proprio in mezzo agli scontri». La tensione di Tareq Awady si scioglie in sollievo solo quando i vigili del fuoco da giorni messi a guardia del «suo» museo gli assicurano che l’incendio è domato. Il bilancio, spiega il direttore del museo egizio del Cairo, è stato peggiore l’altra volta, quando un gruppo di persone è entrato nell’edificio e ha saccheggiato il negozio di souvenir, spaccato vetrine, danneggiato due mummie, una statuetta di Tutankhamon e 13 vetrine. «Abbiamo difeso il museo con i nostri corpi -racconta- ma l’esercito è arrivata solo dopo un’ora».
Ieri l’allarme è scattato quando un nutrito numero di molotov è atterrato all’interno del recinto del museo, scatenando un vistoso incendio. La battaglia è stata combattuta proprio accanto al grande edificio del Museo egizio. Per ore, in una delle strade che portano alla piazza Tahrir e che costeggia il grande edificio rosa, i sostenitori di Hosni Mubarak e i manifestanti che da giorni chiedono la fine del regime egiziano si sono scontrati a pochi metri dalle porte del museo. Hanno lanciato sassi, sono saliti sulle inferriate e il cancello d’entrata per meglio lanciare le molotov. «Non so se le hanno lanciate intenzionalmente contro di noi», dice cauto Awady, ma c’è grande preoccupazione per le sorti di questo scrigno che all’interno contiene il più grande tesoro culturale dell’Egitto. E anche una sua primaria fonte di ricchezza, visto che qui è una meta turistica obbligata.
Il museo delle Antichità del Cairo da 150 anni custodisce la più ricca e completa collezione al mondo di testimonianze sulla civiltà egizia: 136.000 reperti. Tra i più famosi, il tesoro di Tutankhamon, con lo splendido sarcofago, scoperto nel 1922, una delle poche dotazioni funerarie sfuggite ai razziatori di tombe. E poi la testa di Nefertiti, e le statue del faraone Akhenaton. Aperto nel 1958 con le collezioni raccolte dall’archeologo francese Auguste Mariette, che lavorava al servizio di Ismail Pasha, fu creato dal governo egiziano proprio per dare un impulso alle ricerche e fermare il saccheggio delle tombe.
La maggior parte degli egiziano sa benissimo quanto vale, per il futuro dell’intero Paese, il contenuto di quell’edificio , che il governo progettava di trasferire in una nuova sede in costruzione vicino alla piramide di Giza. Dopo l’assalto di sabato scorso, gruppi di cittadini si sono volontariamente organizzati per sorvegliare la struttura e impedire altri assalti. Ma quel museo è anche un patrimonio inestimabile che appartiene all’umanità intera. E la comunità scientifica mondiale in queste ore trepida al pensiero di quel che può accadere. Eleni Vassilika, direttore del museo egizio di Torino, ha dato corpo alle paure di molti: «Non voglio pensare che la matrice di questi attacchi sia di stampo religioso». Atti di iconoclastia fondamentalista, tesi a cancellare testimonianze pre islamiche, come quelli accaduti ai Buddah dell’Afganistan, sarebbero un delitto intollerabile.
 

 

ECCO ALCUNE FOTO DEL SACCHEGGIO

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Molotov e razzìe, assedio al museo egizioultima modifica: 2011-02-03T21:23:00+00:00da piramidex1
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